martedì 23 giugno 2009

L'adozione dei cangurotti

Moltissimi anni fa nessun essere vivente si era mai preso cura di cuccioli diversi dai propri; ogni madre allevava i suoi piccoli e ogni piccolo cresceva protetto dai propri genitori fino al raggiungimento dell'età adulta.
Un tempo, in una baia meravigliosa, viveva felice e spensierato un numeroso branco di canguri. Tutti sanno che la caratteristica più nota dei canguri è la morbida tasca che ogni madre possiede per portare sempre con se i cuccioli. Nella baia verdeggiante c'era anche un gran numero di cangurotti, ed ognuno di loro se ne stava al sicuro nel marsupio della propria madre. Il branco di marsupiali era molto compatto e tutti vivevano in pace e in armonia con gli altri abitanti; oltre ai canguri centinaia e centinaia di specie di uccelli popolavano quel luogo paradisiaco. In primavera, in cima ad una gigantesca roccia situata proprio al centro della baia, avevano nidificato anche alcune cicogne. Purtroppo la serenità degli animali della baia incantata non durò per sempre e un terribile terremoto fece tremare la terra; a causa della violenta scossa, la roccia si frantumò e la tragedia fu imminente. Gli uccelli potevano volare e salvarsi con facilità, ma per i poveri canguri non rimase che saltare velocemente verso un riparo. Anche le madri fuggirono via per salvarsi, ma i canguri impauriti sono capaci di saltare così in alto che per i loro piccoli era difficilissimo rimanere dentro il marsupio. Così la baia fu divisa in due parti dalla roccia frantumata, e oltrepassare le macerie era impossibile per qualunque animale sprovvisto di ali. La vera sciagura era che alla fine, da un lato della baia c'erano i piccoli canguri, alcuni rimasti indietro durante la fuga, altri scivolati via dal marsupio delle loro madri, mentre gli adulti erano bloccati dall'altro lato. Passarono i giorni e le cicogne, appollaiate sulle macerie, continuavano ad osservare dall'alto gli inutili tentativi dei canguri di scalare quel maledetto muro di roccia. Anche le cicogne, purtroppo, erano impotenti di fronte ad un simile disastro e non potevano far altro che consolare gli sfortunati animali sia da una parte che dall'altra. Ma la più scaltra delle cicogne decise di rendersi utile e così provò a trasportare un piccolo cangurotto dall'altra parte. Il trasporto fu molto faticoso, perché il becco del generoso animale era assai sottile, ma le altre cicogne imitarono ugualmente la loro compagna. Quasi tutti i cangurotti, tranne quelli più grandi che erano ormai diventati autosufficienti, furono portati nel lato della baia dove era rimasto il resto branco. Il problema era che dopo tutto quel tempo nessuna madre era più in grado di riconoscere il proprio cucciolo. Gli animali, infatti, sono soliti riconoscersi tra di loro annusandosi, ma l'odore dei piccoli era ormai irriconoscibile, perché avevano dormito stretti l'uno all'altro per troppe notti. Erano tutti molto confusi, anche se felici di avere di nuovo i cuccioli nel branco. Ma la cicogna che per prima aveva trasportato i piccoli ebbe un'altra idea geniale: visto che i cangurotti avevano ancora bisogno di essere accuditi, ogni madre avrebbe potuto prendersi cura di uno di loro senza pensare di riconoscere necessariamente. Il vantaggio per tutti era che ogni cucciolo avrebbe avuto una madre che, se pur adottiva, lo avrebbe accudito e cresciuto amorevolmente. Così ogni madre poteva vivere tranquilla, felice di prendersi cura di un cucciolo e sicura che anche il suo avrebbe ricevuto le stesse attenzioni da un'altra madre. Dopo poco tempo nessuno ricordava più la terribile tragedia e tutti i cuccioli erano al sicuro nei marsupi.
Le cicogne avevano suggerito l'adozione ancor prima degli esseri umani; infatti, ancora oggi, in ricordo della vicenda dei cangurotti, si racconta che i bimbi vengono portati dalla cicogna. di Rossana Costantino
Non vi sembra un bel modo di spiegare l'adozione?
Mi

1 commento:

Simona & Michele ha detto...

Direi fantastico....
grazie.
Simona