lunedì 12 febbraio 2018

venerdì 2 febbraio 2018

Frustrazioni

Ti tengo sotto l'ala perché mi sembri "spaurito"...sbaglio! così non imparerai mai a cavartela.
Cerco di lasciarti più libertà...sbaglio,!perché fuori ci sono le iene e tu non te la sai cavare.
Quindi?
Ti accompagno e non ti consento di volare, o medico le ferite sperando che tu spicchi il volo?
Probabilmente la seconda opzione è quella più saggia...ma....
Ma tu davvero sei troppo indifeso per quello che c'è fuori, troppo puro, troppo onesto, troppo generoso, troppo "per bene", troppo politicamente corretto.
Mi sono resa contro che non ti ho fornito gli strumenti per difenderti...o comunque non li hai appresi.
Pensavo fossi pronto, ho provato a lasciarti andare e sei tornato al nido ferito.
E adesso?
Panico!
Curo le ferite e ti spiego i motivi che le hanno causate, cerco di farti capire che fuori è dura (ma tu questo lo sai già, temo?!), provo a dirti come fare.
Esiste la ricetta per trasformare una colomba in un falco?
Non la conosco!
E mi rammarico per le tue debolezze (forse non frutto solo del tuo carattere)
E mi rammarico per la sofferenza che ti portano (anche se sei tu quello giusto, gli altri quelli che dovrebbero cambiare).
E mi rammarico perché è evidente che ho fallito e ho permesso che tu ne pagassi le conseguenze.
Allora cerco di essere pragmatica, costruttiva....parliamo, tolgo il velo del bello alla vita....mi sembra di "farti una violenza".
E allora ti spiego che devi diventare "più forte", devi credere in te stesso.
E allora ti sgrido perché permetti loro di ferirti, perché non ti imponi, perché solo tu non ti rendi conto di quanto vali...
E ti sgrido... perché? ....
A volte, a essere sincera, non so' neppure perché ti sgrido.
Forse perché solo tu puoi giocare questa partita, perché non è previsto che io partecipi.
Perché, a volte, davvero bisogna cadere e rialzarsi.
Perché solo tu puoi decidere di cambiare.
Perché se parliamo finisco per confermarti che tu vai bene come sei.
Ma vederti cadere mi lacera, vederti soffrire mi spezza il cuore.
Cavoli dov'è il manuale che ci insegna come fare? 
Lo so, il manuale non esiste!.
Bisogna dare gli strumenti...e aspettare che si impari ad usarli.
Ma non sono paziente, non so tapparmi gli occhi, il tuo dolore è il mio.
E l'unica cosa di cui sono certa è che sbaglio, ancora una volta, comunque!
Se intervengo vado contro il tuo bene.
Se non intervengo pensi che non te ne voglia abbastanza per difenderti, proteggerti.
Mi sento impotente, frustrata, .... e intanto tu soffri.
Ho avuto un infanzia felice, ma non di quelle in cui tutto mi era nascosto per non causarmi dolore...
In quegli anni avrei preferito vivermi la mia età, non ascoltare, non vedere, fregarmene..., ma già allora non sapevo voltarmi....e non mi era permesso farlo.
Forse gli strumenti per affrontare le piccole grandi sfide della mia vita ho iniziato a costruirli allora, anche se non me ne rendevo conto.
Forse anche per te sarà così, le sofferenze di oggi ti serviranno domani, le  frustrazioni  ti aiuteranno a crescere... forse aiuteranno anche me.
Chissà?

martedì 30 gennaio 2018

Non ascoltare per capire

Nessuno mi aveva detto che sarebbe stato tutto così impegnativo, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che crescere non è mica questa bella cosa che credi , o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che lavorare è molto peggio che studiare, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che diventare una moglie non significa "e vissero felici e contenti", o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che essere madre è un'enorme fatica, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto (ho ascoltato solo la parte in cui si parlava solo della gioia)!
Nessuno mi aveva detto che non basta impegnarsi, crederci, dare il meglio di sé, essere buoni e rispettosi, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che quasi mai si sceglie la via  ma solo le strade alternative, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!
Nessuno mi aveva detto che mi sarei sempre sentita inadeguata, o forse non ho ascoltato quando mi è stato detto!

Nessuno mi aveva detto...?!
Cavoli, probabilmente più di una persona mi aveva messo in guardia!
Allora, perché ho scelto di non ascoltare?! Perché invece tutte quelle cose mai ascoltate sono tornate alla mente?!
Forse perché ora quelle voci, quei consigli, quei rimproveri, quelle raccomandazioni, mi aiutano a gestire la fatica, le delusioni, l'inadeguatezza, il senso di frustrazione...

 Ok, promemoria....
Devo ricordarmi di continuare a raccontare le favole ai miei figli e allo stesso tempo dir loro che, un giorno, tutto sarà impegnativo, che la vita a volte farà schifo, che non si lamentino dei compiti, che poi lavorare è peggio, che avere una famiglia sarà un gran lavoro", che essere bravi, buoni, educati non basterà, che saranno pedine nel mondo, che prima o poi dovranno fare i conti col fatto che "non saranno mai quello che avrebbero voluto essere!"

Effettivamente , rileggendomi, passerebbe anche a me la voglia di ascoltare!...

....ma poi serve...serve serve a restare in piedi, ad essere "vagamente" equilibrati, ad assolversi, a ridere degli errori, a trovare un senso persino alle "sfighe", a continuare a rischiare, provarci, sbagliare, cadere, rialzarsi.

Ok, promemoria...
Devo ricordarmi di non arrabbiarmi se e quando nessuno mi ascolta....quelle parole torneranno col tempo, non ascoltare aiuta a vivere e a capire!

sabato 6 gennaio 2018

lunedì 1 gennaio 2018

Tanta tanta neve!









...e così, dopo tanta neve e tanti giochi, è ora di tornare a casa...

giovedì 28 dicembre 2017

Oggi si scia!







(prima volta per Yo)

mercoledì 27 dicembre 2017

...nevica




Nevica da ieri....inevitabile il primo pupazzo!!!

martedì 26 dicembre 2017

lunedì 25 dicembre 2017

24 e 25


 







sabato 23 dicembre 2017

...a tutti voi


domenica 17 dicembre 2017

Il mio regalo più bello


Oggi i miei uomini mi hanno regalato una festa di  compleanno a sorpresa super..., ma il regalo più bello restano loro TRE!

sabato 9 dicembre 2017

8 dicembre

...tra amici


venerdì 17 novembre 2017

50



domenica 5 novembre 2017

sabato 4 novembre 2017

Auguri nonno Giuliano




Tanti auguri, papà, ti vogliamo bene!

mercoledì 18 ottobre 2017

La lavatrice del cuore

Giovedì sera Ale ed io andremo a teatro ad assistere  allo spettacolo "La lavatrice del cuore.Lettere di genitori e figli adottivi".


Riposto la lettera-già postata nel 2013-di Francesca Corti, vincitrice della categoria fuori concorso "Lettera di un'adozione", da cui lo spettacolo, scritto da Edoardo Erba e interpretato da Maria Amelia Monti, prende spunto.


Anna ha sette anni.
È mia figlia da quando aveva 8 mesi.
Chi dice che adottare neonati sia una passeggiata, una cosa facile perché “tanto non capiscono niente i neonati, e crescono con te come se fossero i tuoi figli biologici”, non ha capito nulla.
Anna ha un vuoto dentro, un buco, lei lo chiama “la cosa che ho qui sopra lo stomaco e mi fa male”. Ogni tanto ne parliamo, lei ora comincia a farsi domande, a farmi domande, a rendersi conto che non è normale, e non è bello, che una madre abbandoni il figlio che ha messo al mondo.
Questo è un periodo difficile; forse a scuola hanno parlato di nascite, ci son diversi compagni che hanno fratellini in arrivo, si vedono tante mamme col pancione, all’uscita da scuola.
Forse qualcuno le ha chiesto qualcosa, sul suo essere color cioccolato in una famiglia di smorti.
Forse sta semplicemente prendendo consapevolezza della sua storia di bimba adottata.
Fatto sta che questo non è un periodo semplice.
La sera le capita di essere triste, è molto nervosa, capisco che non è la mia solita Annina spensierata e monella.
Sono due giorni però che è passiva, zitta, silenziosa, non è da lei, di solito bisogna chiederle per favore di smettere di parlare, e se non parla canta, e se non canta balla.
Penso che forse starà covando l’influenza, d’altronde siamo in inverno, niente di più facile, le provo la febbre ma è fresca come una rosa, le chiedo se senta male da qualche parte, se abbia qualche malessere, ma mi risponde di no.
Poi, accade.
Sono in bagno, negli unici 5 minuti tutti per me che ho durante la giornata, ed entra sbattendo la porta, in lacrime.
Le chiedo cos’abbia, “Anna stai male? Cosa c’è?”, lei non risponde, piange, riesce a dirmi solamente che ha una “cosa” dentro la pancia, proprio sopra lo stomaco, che non riesce a spiegarmi cosa sia, ma le fa tanto tanto male.
Allora la faccio sedere sulle mie ginocchia, come quando era piccolina e neanche in bagno da sola mi faceva andare, e le chiedo di parlarmi, di aprirsi, io sono qui per questo, sono la sua mamma, non deve avere paura di parlare con me.
Anna mi guarda, gli occhi enormi lucidi, mi dice “no, non voglio, io soffro e non voglio che tu ti spaventi per me”.
Allora mi viene in mente; non so come, ma mi viene in mente.
Devo ancora capire com’è che quando devo ribattere alla gente maleducata e invadente non trovo mai le parole giuste, mentre quando devo parlare con lei le parole escano da sole, spontaneamente, senza che possa controllarle.
“Anna” le dico “ma tu non lo sai, che quando il Signore ci fa diventare delle Mamme, regala a ognuna di noi donne una lavatrice del cuore?”
Lei mi fissa sbalordita “La lavatrice del cuore? Cos’è??”
“Ma si, Annina! quando noi donne diventiamo mamme, in qualsiasi modo lo diventiamo, riceviamo in dono una lavatrice del cuore, e anche io ho la mia!
Quando tu ti senti triste, quando il peso nella pancia ti sembra insopportabile, tu vieni da me, apri l’oblò che c’è nel mio cuore, ci butti dentro tutte le cose brutte che ti rendono triste e non ti fanno stare bene, io poi le lavo, le centrifugo con tanto amore per te, e vedrai che dopo usciranno solo serenità e tranquillità”
“Davvero??” Le sorrido “Si, Anna, davvero.
Proviamo? Apriamo il mio oblò?”
Lei annuisce, sorride, poi ricomincia a singhiozzare, questa volta forte, fortissimo, dei singhiozzi che lacerano il cuore, e comincia a buttarmi addosso tutte le sue paure: l’abbandono, il terrore che le possa succedere di nuovo di essere abbandonata, il rifiuto della sua mamma biologica di tenerla con sé, la tristezza di non essere nella sua Terra, l’incomprensibile fatto che una mamma possa non volere più il proprio figlio.
Parla, e piange, e parla e piange ancora di più.
Non riesco a sostenere tanto dolore rimanendo impassibile, non riesco più a sorriderle serena, sono singhiozzi ingiusti in una bambina di 7 anni, mia figlia sta soffrendo da matti e devo lasciarla sfogare, ma è doloroso per tutte e due, vorrei solo che non fosse accaduto niente, che fosse nata da me, che non dovesse ogni volta fare i conti con tanta angoscia.
Comincio a piangere anch’io, quanto dolore, quanto sofferenza in un corpicino di 17 chili, non è giusto, per niente.
Lei mi vede piangere, si blocca, mi fissa, si intristisce. “Ecco, vedi.. adesso ho fatto piangere anche te, non volevo, vedi??”
“Ma no, Annina, tranquilla… è solo l’acqua di scarico della lavatrice! Adesso passa tutto e ritorniamo felici!”
Le sorrido, lei mi sorride.
Si alza, tira su col naso, è sollevata, ride, fa un passo di danza, gira su se stessa e se ne va cantando. Io mi accascio, mi sento più vecchia di 10 anni, ho due occhi viola e l’anima svuotata, ma la mia lavatrice, per questa sera, ha fatto un ottimo lavoro.


Ale ha letto la lettera, ne abbiamo parlato un po' e ha deciso di voler assistere allo spettacolo...siamo emozionati...un bel passo per il mio ragazzo...


20/10/2017

Ieri sera siamo stati a teatro....spettacolo ironico e serio al tempo stesso, un approccio delicato e garbato all'argomento adozione ( che non sempre è facile "sintetizzare" in maniera incisiva).
Ale ha riso...(la parte relativa all'iter è stata davvero trattata con un pungente sarcasmo) e, a tratti,  si è fatto serio  (le lettere dei genitori e figli adottivi, la musica....momenti molto emozionanti).
Io ho pianto, quasi sempre.
Bello! Sono felice di aver condiviso questa serata speciale con il mio ragazzo!

mercoledì 11 ottobre 2017

Tanti auguri Yo!!!!





Tanti auguri cucciolo della mamma!
Tanti tanti tanti auguri!!!
...e un grazie a chi con gioia e affetto si è unito ai pre-festeggiamenti ieri!
Sei un ragazzino allegro e sereno, ed è bello vedere come in poco tempo tu sia riuscito a farti tanti nuovi amici!
Sei un dono grande tesoro!
La mamma




Oggi una mini festa con degli amici "speciali"

martedì 19 settembre 2017

19 settembre 2007

Oggi festeggiamo 10 anni con te, 10 anni di te, 10 anni di noi!


E come quel primo giorno sei più di quanto una mamma possa desiderare!
Grazie Ale, per tutto quello che hai regalato a me e al babbo in questi 10 anni e per il fratello maggiore meraviglioso che sei per Yo!
Ti voglio tanto tanto tanto bene!

(quest'anno Ale ha voluto decorare personalmente la torta)